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Streambolt
Dopo decenni di tentativi miseramente falliti, hard disk bruciati, bestemmie assortite e ripensamenti reiterati, nel 2047 Beppo aveva infine completato Peppy Blasters. E proprio grazie a questo gioco era finalmente riuscito a vincere la sua prima edizione dei Click Awards: suo era l’inimmaginabile premio, un autentico finto Silmaril estratto direttamente dalla corona ferrigna di Morgoth.
Ma Cappy, che in tanti anni non aveva mai finito uno dei miliardi di giochi che aveva iniziato, preso dall’invidia strappò dalla mano dell’esterrefatto Beppo il meraviglioso gioiello, e fuggì dal luogo della premiazione a bordo della sua Uno scassata, tornandosene nel suo eremo nel cuore dell’Umbria. Qui, con i pezzi della sua carriola disintegrata dal lungo viaggio, Cappy si costruì un’armatura bionica, nella quale incastonò il gioiello, dotandola così di superintelligenza e altri poteri straordinari (ne citiamo due: pollo di gomma e coiondemulo incorporati).
Fu l’armatura stessa a trovare un nuovo nome per il suo padrone, un nome carismatico che incutesse terrore nei nemici: lo chiamò Ciappy.
Pochi giorni dopo, Ciappy rapì il suo amico Zago: grazie ai poteri dell’armatura e ad alcuni pezzi di marmitta arrugginita lo trasformò in Monocolbot, il terribile cyborg guerriero con un solo occhio rosso (originariamente il fanale posteriore destro della Uno, l’unico rimasto sano…).
Resosi conto di un tragico errore progettuale solo a cose fatte (Monocolbot aveva una mira ridicola proprio a causa del solo fanal…occhio), Ciappy decise che in fondo era il numero a fare la differenza, per cui dopo aver taccheggiato un supermercato si costruì un immenso esercito di robot monocoli di latta, tutti armati di fucili caricati a ceci lessi, col quale iniziò la conquista del mondo.
Toccava ora a Beppo (ormai talmente assorbito dal suo Peppy Blasters, da andare in giro vestito come Bomberman!) di attraversare il Cappèro (l’impero di Ciappy), distruggendo tonnellate di Monocolbot e lattine di tutte le dimensioni, fino a sconfiggere Ciappy in persona, in tal modo reimpossessandosi del Silmaril e diventando padrone del mondo a sua volta.
Visto che qualcuno gli aveva dato l’idea e aveva già fatto il lavoro sporco al posto suo, perchè mai non approfittarne?
Bene, bene, abbiamo qui nientemeno che un platform sparatutto, ispirato a Megaman, Contra, e soprattutto all’incredibile Gunstar Heroes per Megadrive! Proprio come nel nipponico capolavoro per console SEGA, vi troverete a riversare fiumi di piombo (e laser, e missili, e fuoco, e…) contro tonnellate di nemici meccanici, i quali perlopiù possono sottrarvi energia unicamente sparandovi. Il gameplay è ricco e frenetico, la giocabilità elevata: i livelli si affrontano in velocità, proprio perchè il contatto diretto coi nemici normali non nuoce. Ciò significa anche che in ogni istante sullo schermo ci sono un sacco di personaggi, proiettili, esplosioni a non finire: un vero spettacolo pirotecnico acrobatico.
Acrobazie? Già, tutte quelle messe a disposizione dal sistema di controllo. Dopo un minimo di pratica (magari nell’apposita stanza del menu Help) si riesce con naturalezza a sparare in diagonale (l’autofire è di serie, da cui il titolo del gioco, qualcosa tipo “Flusso di Proiettili”), saltare, sfruttare il jetpack per brevi voli, attivare uno scudo “istantaneo”, effettuare uno “scatto d’energia” per evitare gli attacchi più pericolosi… Tutto in poche frazioni di secondo.
Le mosse speciali serviranno eccome, specie contro i numerosi boss. In realtà i livelli veri e propri sono piuttosto brevi, e anche molto semplici come impostazione (scroll rigorosamente orizzontale), ma per fortuna le situazioni sono molto varie. I tanti boss e miniboss sono il vero catalizzatore dell’attenzione, sono la parte più gustosa del gioco, sia da vedere che da affrontare. Possono essere sconfitti solo una volta scoperte le giuste strategie, il che significa padroneggiare al 100% il sistema di controllo.

Graficamente Streambolt è molto piacevole: gran bello il design degli sprites, a metà tra Megaman e Bomberman; ottime esplosioni, fondali puliti e in genearale ottima scelta di colori. Peccato però per il personaggio principale, un banale clone di Bomberman. Peccato per i fondali tremendamente spogli, lineari e ripetitivi nelle texture (che spesso sono pure troppo semplici). Peccato per i pochi colori su schermo. Per fortuna il gameplay frenetico e lo scroll velocissimo distolgono l’attenzione dai particolari della grafica mentre si gioca.
Gli appunti che posso muovere al gameplay, invece, sono essenzialmente due. Il primo, più grave, è che quando si è colpiti lo sprite indietreggia automaticamente di un bel pezzo ad una velocità quasi fulminea, disorientando il giocatore e non concedendo nessun periodo di invulnerabilità. In presenza di più proiettili abbastanza ravvicinati, beccarne uno spesso significa beccare anche tutti gli altri senza averne colpa, e ciò è a dir poco frustrante.
L’altro aspetto poco convincente è la componente di casualità che permea il gioco, tale che alcune partite risultano più difficili di altre. Nella fuga dalle fiamme del primo livello, per esempio, capita a volte di incappare in una serie di palle di fuoco difficilmente evitabili, altre volte di ritrovarsi ad affrontare quasi una tranquilla passeggiata…
Un altro esempio. Alcuni boss hanno a disposizione una serie di attacchi diversi (proiettili a raggiera, palle di fuoco orizzontali, cannonate a parabola, ecc), e in partite diverse si comporteranno in maniera diversa, ricorrendo solo ad alcuni dei tipi di fuoco di cui dispongono, o sfruttandoli in quantità diverse. Ora, questa sarebbe anche una bella cosa dal punto di vista della varietà, solo che a quanto ho visto non tutti gli attacchi prestano il fianco ai classici “trucchetti”, non tutti cioè possono essere evitati a dovere…
Persino le armi bonus (fortunatamente regalate sempre negli stessi punti) sono diverse di volta in volta, e ovviamente non hanno tutte la stessa efficacia: affrontare col lanciafiamme (a corto raggio) un megaboss in grado di beccarti da lontano è ben diverso dal combatterlo con un laser! Da questo punto di vista andava adottata la soluzione di Contra, cioè fornire due armi diverse (prestabilite) alla volta per dare al giocatore al possibilità di scegliere l’approccio.
Ad ogni modo, la giocabilità c’è tutta e la sfida è ben calibrata: Contra e Gunstar Heroes erano molto, ma molto più frustranti di questo click game, secondo me.
Il fatto è che Streambolt paga a caro prezzo il progressivo disinteresse del suo autore, che alla fine si è deciso a rilasciarlo senza aver inserito tutti i livelli (il gioco è corto), senza aver mai profuso il massimo dell’impegno nella grafica e nel gameplay (e si vede, nonostante tutto quello che c’è sia molto apprezzabile). Un vero peccato, perché già ora il gioco è validissimo e ricco di tocchi di classe (anche se nulla di realmente originale, beninteso). L’ennesimo capolavoro mancato.
N.B.: Beppo, Cappy/Ciappy, Zago e i fatti narrati sono frutto di fantasia. Ogni coincidenza con cose, persone e fatti reali è puramente casuale e volontario.
Presentazione: 67
Molto d’effetto la comparsa del logo, tutto molto consoloso. Bello l’help con annessa stanza di prova del sistema di controllo. Peccato manchi del tutto qualsivoglia scena introduttiva, e persino la musichetta!
Grafica: 80
Molto gustosa e disegnata in modo impeccabile (soprattutto i nemici), ma oggettivamente non è il massimo. Colori scelti molto bene, ma pochini, scarni i fondali. Il personaggio principale è un anonimo clone di Bomberman.
Sonoro: 81
Buoni midi (non originali) incalzanti, adeguati effetti speciali.
Giocabilità: 85
Frenetico, impegnativo, divertente: è stato ricreato alla perfezione il feeling degli sparatutto per console cui l’autore si è ispirato. Peccato per la componente di casualità e il discutibile comportamento del personaggio, quando colpito.
Longevità 77
E’ piuttosto breve, ma il livello di sfida è abbastanza alto: non lo si finisce certo alla prima partita, anzi!
Globale: 83
Proprio un bel gioco, molto divertente, che regala parecchie soddisfazioni finchè dura.
Un vero peccato che, come lo stesso autore commenta nel readme, grafica e gameplay non siano stati curati al massimo, né il gioco sviluppato nella sua interezza: poteva venirne fuori un capolavoro devastante!
P.S.: Il sito ufficiale del gioco, www.faind.com, è down ormai da tempo immemore. Nell'attesa che la software house riapra i battenti linkiamo un sito esterno per scaricare il gioco.
Aggiunto: December 4th 2006 Recensore: Hayato Voto:     Link Correlati: Download Hits: 950 Tool utilizzato: MultiMedia Fusion
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